Il Bianco: Un Colore, Mille Significati nell’Arte
Nel linguaggio del colore emozionale il colore bianco è il colore collegato alla purezza e alla trasparenza. Una pagina bianca sula quale scrivere nuovi capitoli della propria vita.
Come viene percepito il bianco, come è stato percepito nei secoli, come è stato impiegato nell’arte e nelle diverse culture?
Facciamo insieme un viaggio attraverso l’arte rivela la ricchezza e la complessità del suo simbolismo.
Il Bianco nelle Arti:
Pittura – Fin dalle origini, il bianco ha segnato la storia dell’arte. Nell’arte paleolitica, calcite e gesso tracciavano linee nitide, mentre nell’antico Egitto, il bianco illuminava i templi, simbolo del dio Ra, rappresentando purezza e sacralità. I Greci, con il loro bianco di piombo, ne esplorarono le potenzialità luminose. Il bianco, essenziale per creare luci e ombre, dona profondità e volume alle figure, un elemento chiave per dare tridimensionalità.
Scultura- Il marmo bianco, con la sua lucentezza e purezza, ha dominato la scultura classica, rinascimentale e neoclassica. Le statue degli dei, scolpite in questo materiale, incarnano l’ideale di perfezione e bellezza divina. La tecnica scultorea esalta le sfumature e le ombre del marmo, creando effetti di chiaroscuro che danno vita e realismo alle figure.
Architettura – Il bianco illumina e amplia gli spazi architettonici. I templi greci e romani, come il Partenone, sono esempi iconici di come il marmo bianco possa creare edifici imponenti e luminosi, simboli di potere e sacralità.
Significati Simbolici e Culturali:
- Purezza e Sacralità: Il bianco, simbolo di purezza e divinità, è stato utilizzato in molte culture antiche per rappresentare luce, spiritualità e trascendenza.
- Status Sociale e Rituali: Nell’antica Roma, il bianco indicava status elevato, mentre in molte culture era il colore del lutto, simboleggiando il passaggio verso l’aldilà.
- Concetti Filosofici: Il bianco ha anche rappresentato concetti filosofici, come la luce e la conoscenza nell’antica Grecia, o il vuoto e il potenziale infinito nelle filosofie orientali.
Il Bianco nell’Arte Giapponese:
In Giappone, il bianco (shiro) intreccia significati di purezza, spiritualità e lutto. Nello shintoismo, è il colore dei sacerdoti e dei rituali, mentre nel buddhismo zen rappresenta il vuoto (mu), spazio di potenziale e di contemplazione. È anche il colore dei “gohei”, le strisce di carta bianca utilizzate nei rituali shintoisti per purificare gli spazi. Nell’arte, dalla pittura alla calligrafia, dall’architettura ai giardini zen, il bianco crea equilibrio e armonia.
Il bianco è essenziale nella pittura a inchiostro (sumi-e) e nella calligrafia (shodo), dove il contrasto tra l’inchiostro nero e lo sfondo bianco crea un senso di equilibrio e armonia.
Nelle pitture su rotolo (emakimono), il bianco viene utilizzato per creare spazi vuoti che separano le scene e guidano lo sguardo dello spettatore.
Negli spazi esterni il bianco è spesso utilizzato nell’architettura tradizionale giapponese, in particolare nei templi e nei giardini zen.
I giardini zen, con la loro ghiaia bianca rastrellata, creano un’atmosfera di tranquillità e contemplazione.
Nelle arti performative il bianco è utilizzato nei costumi e nel trucco del teatro Noh, per rappresentare personaggi divini o spettrali. Il trucco bianco (oshiroi) è utilizzato anche nelle geishe e nelle maiko, per creare un volto pallido e idealizzato.
Il Bianco nell’Arte Moderna, attraverso due artisti famosi:
Fontana e il “Bianco Spaziale”
Il “bianco di Fontana” si riferisce all’uso distintivo del colore bianco nelle opere di Lucio Fontana, un artista italiano del XX secolo noto soprattutto per i suoi “tagli” e “buchi” sulla tela.
Fontana vedeva il bianco come un colore che trascendeva la sua semplice apparenza, utilizzandolo per esplorare concetti di spazio, luce e infinito.
Le sue tele bianche, spesso monocromatiche, creano un senso di vuoto e apertura, invitando lo spettatore a contemplare lo spazio che le circonda, oltre la bidimensionali della tela.
Mondrian e il “Bianco Universale”
Piet Mondrian, figura chiave del movimento De Stijl, ha utilizzato il bianco come elemento fondamentale nella sua ricerca artistica, esplorandone le potenzialità espressive in relazione a linee nere e colori primari.
Mondrian considerava il bianco non come un semplice sfondo, ma come uno spazio attivo che interagisce con le linee e i colori, essenziale per la costruzione delle sue composizioni.
Il bianco, insieme alle linee nere, definisce la struttura della tela, creando una griglia che organizza lo spazio e i colori.
Per Mondrian, il bianco rappresentava l’astrazione dalla realtà sensibile, un passo verso l’espressione di principi universali e simboleggiava la ricerca di un’armonia universale, un ideale di equilibrio e ordine.
Le sue tele sono il risultato di una ricerca di un equilibrio perfetto. Ogni linea, ogni colore, e ogni porzione di bianco sono posti in relazione per raggiungere questo scopo.
Qualche libro sull’argomento:
- “Mondrian” di Yve-Alain Bois
- “Lucio Fontana” di Enrico Crispolti
- “Arte e architettura in Giappone” di Robert Treat Paine e Alexander Soper
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